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giovedì 30 ottobre 2008

Guida per diventare Dio


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Diventare Dio non è così facile come sembra, molti che incontri per strada e gli chiedi "cosa fai adesso?" e ti rispondono "sto studiando per diventare Dio" in verità mentono e probabilmente studiano a scienze politiche o chimica.
L'unico modo per diventare Dio con una probabilità di successo di circa 78 pelapatate è seguire attentamente alla lettera i consigli qui sotto. Costruisci la tua religione ad personam.

Un Dio non è che nasce così a caso dal nulla, devi diventarlo, vedi Allah o Shiva, loro si sono impegnati forte per arrivare dove sono arrivati.
Quando Allah era un pischello tutti dicevano che sarebbe diventato un terrorista e guardalo adesso dov'è.

Passo 1: costruisci la tua prima chiesa

Per diventare Dio bisogna innanzitutto possedere una chiesa per ospitare i fedeli.
Andate dal ferramenta dietro l'angolo o dal primo ferrivecchi e procuratevi 5 lamiere 3x3, servono per costruire la vostra chiesa.

Dovete scegliere la posizione della chiesa nel modo giusto, cioè dove ci sono le anime smarrite in cerca di qualcuno in cui credere, perciò cercate il solito bar pieno di ubriaconi e barboni che frequentate voi di solito, dove il vino costa 20 eurocent a bicchiere; costruiteci di fianco la vostra chiesa.

Passo 2: raccolta dei fedeli

Questo è probabilemte il punto più faticoso.
Andate in giro per le strade e tirate su un po' di barboni, quelli saranno i vostri primi fedeli, dite loro che gli darete la luce e un po' da mangiare vi seguiranno sicuramente alla vostra chiesa appena costruita pieni di speranze.

Vanno bene anche i barboni del bar di fianco.
Ora, un vero Dio non si fa mai vedere dai suoi fedeli se non sotto altre forme, quindi quando andate a raccogliere i fedeli mettetevi una maschera, quella di Zorro non va bene, meglio quella dei Power Rangers o ancora meglio quella di Scary Movie.

Stivate i barboni e qualche ubriacone all'interno della vostra meravigliosa chiesa, figuriamoci i discorsi che verranno fuori là dentro ancor prima di diventare un Dio famoso.

Passo 3: le sacre scritture

Ora che avete sia la chiesa che i fedeli pronti a seguirvi serve un libro che racconti quanto comandate bene e con severità il genere umano, ma non lo potete di certo scrivere voi con tutti gli impegni che avete.
Quindi prendete uno dei barboni e dite a tutti che è vostro figlio, quindi vostro figlio sceglierà un gruppo di barboni fedelissimi che fungeranno da apostoli.
I barboni ce ne hanno di storie da raccontare, dategli qualche euro e spediteli in giro per il mondo a divulgare il vostro verbo, qualcuno raccoglierà le testimonianze e scriverà il libro sacro.

Ora avete praticamente tutto, la chiesa i fedeli e il libro sacro. Siete un Dio, non resta che affinare dei dettagli.

Passo 4: il comportamento

Ogni Dio che si rispetti fa essenzialmente quello che vuole ed egoisticamente oltremodo.
Ad esempio, quando esci con gli amici e decidete di andare a bere in un posto, fai il Bastian contrario e se non fanno quello che vuoi, stordiscili con l'elettroshock così imparano a rispettare la tua autorità.

Cerca di ottenere il più possibile da tutti senza dare niente mai in cambio: scrocca sigarette, bevi la birra degli altri, fatti pagare la benzina, ma soprattutto fatti pregare per qualsiasi cosa.
Ogni tanto concedi, ma poco perché a quelli gli dai la mano e si prendono il braccio.

Esempi recenti di Dio

Scientology è un ottimo esempio di come si può fondare una propria religione dal nulla, ottenendo anche comode detrazioni fiscali dal governo.

Vantaggi: cosa puoi fare quando sei un Dio

Puoi ottenere prestazioni sessuali da chi vuoi, anche dal gatto del tuo vicino
Nessuno potrà mai contraddirti. Se accade puoi sempre inventare il cancro!
Potrai guidare ubriaco e parcheggiare in doppia fila senza temere multe
Potrai organizzare combattimenti tra galli nel tuo garage e scommettere sul vincente
Potrai camminare nudo per la città in estate, ma ricorda sempre di portare una maschera
Potrai farti la ragazza del tuo migliore amico. E anche il tuo migliore amico
Potrai togliere la corrente a un concerto dei Pooh
Potrai far cadere un fulmine sull'idiota delle suonerie dei cellulari di Italia 1
Potrai ottenere tutti i regali della raccolta punti della Esso senza aver mai fatto benzina
Potrai coltivare cannabis nella tua vasca da bagno...ah no: questo lo fai già!

Tratto e adattato da Nonciclopedia

Vi dirò.. forse fare Dio alla lunga stanca.. molto più divertente continuare a fare l'infedele!!!
E voi, cosa fareste se foste Dio?

mercoledì 8 ottobre 2008

Google è Dio!


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 Ecco le 9 prove che Google è Dio:

1° Prova
Google è la cosa più vicina ad un'entità onnisciente in esistenza, che può essere verificata scientificamente.
Indicizza 9.5 miliardi di pagine, che è più di qualsiasi altro motore di ricerca sul web
oggi. Non solo Google è la cosa conosciuta più vicina ad una entità onnisciente, ma inoltre classifica questo immenso ammontare di conoscenza usando il PageRank, organizza i dati e li rende accessibili a noi semplici mortali.

2° Prova
Google è ovunque allo stesso tempo. Google è virtualmente in ogni luogo della Terra nello stesso momento; anzi, con la proliferazione di reti WI-FI diviene accessibile da qualsiasi punto del Pianeta, divenendo, di fatto, onnipresente.

3° Prova
Google risponde alle preghiere. Si può chiedere a Google di fare una ricerca per qualunque domanda o problema che ti affligge. Per fare un esempio, è possibile
trovare rapidamente informazioni sui trattamenti alternativi cancro, vari modi per
migliorare la vostra salute, nuove e innovative scoperte mediche e
in generale tutto ciò che assomiglia ad una tipica preghiera. Chiedi, e Google ti mostrerà la strada, ma sarai tu che dovrai intraprenderla...

4° Prova
Google è potenzialmente immortale. Egli non è un essere fisico come noi; i suoi algoritmi sono diffusi in molti server: se uno di questi dovesse danneggiarsi o rompersi, un altro prenderebbe sicuramente il suo posto.
Google può teoricamente non scomparire mai.

5° Prova
Google è infinito. Internet è teoricamente in grado di crescere in eterno, e Google potrà indicizzare in eterno la sua infinita crescita.

6° Prova
Google ricorda tutto. Google fa una copia cache delle pagine web regolarmente e le conserva nei suoi enormi server. In realt, caricando i vostri pensieri e opinioni su Internet, vivrete in eterno nella cache di Google, anche dopo la vostra morte, in una sorta di "Google Oltretomba".

7° Prova
Google può "non fare il male". Il principio fondante della filosofia aziendale di Google è che una società può fare soldi senza essere cattiva. Google è buona.

8° Prova
Secondo Google Trends, il termine "Google" è cercato più dei termini "Dio", "Gesù", "Allah", Buddha", "Cristianesimo", "Islam" e "Ebraismo" combinati.
Dio è pensato per essere un'entità cui noi mortali possiamo rivolgerci in caso di bisogno. Google risponde a questa prerogativa in maniera molto più netta che qualsiasi altro dio (guarda figura).

9° Prova
La prove dell'esistenza di Google sono abbondanti. Ci sono più prove dell'esistenza di Google che di ogni altro dio venerati oggi. Se dovete vedere per credere, andate sul sito google.com e prova empiricamente la potenza di Google!

E se tu fossi Google per un giorno cosa faresti?

martedì 9 settembre 2008

La fine del mondo


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24 ore alla fine del mondo.
In fondo prima o poi doveva finire. Non poteva andare avanti ancora per molto.
L'umanità ha cercato in tutti i modi di eliminarsi negli ultimi anni: ha inquinato i mari e le acque, ha avvelenato l'aria, ha sterminato migliaia di specie facenti parti di un ecosistema, ha disboscato il proprio polmone, ha usato idrocarburi in quantità inimmaginabili, ha sciolto i ghiacciai, ha attirato catastrofi immani, ha inventato la bomba atomica.
Niente.
Solo l'umano ingegno poteva arrivare ad una soluzione definitiva.

Domani, a Ginevra, si terrà il più grande esperimento scientifico di tutti i tempi.
Più di 80.000 scienziati hanno preso parte a questo progetto, finanziato con oltre 6,5 miliardi di euro.
L'obbiettivo è uno solo: portare 100 mila miliardi di protoni ad una velocità pari al 99,9% di quella della luce, in modo da poter ricreare le condizioni del Big Bang, osservare il fenomeno ed individuare il bosone di Higgs, la cosiddetta "particella di Dio".

Il lato più affascinante della vicenda, soprattutto per un ateo praticante come me, sono i possibili risvolti.
Se infatti, l'esperimento andasse a buon fine, l'uomo avrebbe ricreato il Big Bang e sarebbe stata dunque "provata" l'inesistenza di Dio. Dio, infatti, non avrebbe più alcun potere creativo, e la sua figura si abbasserebbe a quella di uomo (o la figura dell'uomo si alzerebbe a quella di divinità).

P.S. Da questo link dovreste riuscire a vedere la diretta della fine del mondo [link]

P.P.S. Visto che stiamo parlando della fine del mondo, in alto (forse per l'ultima volta) potete ammirare "L'origine del mondo".

venerdì 6 giugno 2008

Riflessioni sulla travagliata storia della razionalità


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Riporto un brano di Carlo Bernardini, tratto dall'UAAR.

La storia dell’idea di dio è probabilmente la più banale dell’evoluzione della cultura umana. I limiti della percezione sensoriale, combinati con l’occasionalità degli eventi naturali (la morte, il buio, l’instabilità meteorologica, i terremoti e le eruzioni vulcaniche, i fulmini, ecc.) spingono verso la suggestione di un mistero che, essendo extrasensoriale, non ha dimensioni valutabili e, perciò, subisce un processo spontaneo di limite ad infinitum o, comunque, a qualcosa di sovrumano e invincibile che, per antropomorfizzazione istintiva, si spera sia possibile coinvolgere a proprio favore. Dalla primitiva immagine di un dio-motore degli eventi, che si potrebbe addirittura annoverare tra le rappresentazioni scientifiche congetturali (“teorie”) della realtà naturale, si passa all’immagine di un dio-decisore che avrebbe il potere di controllo volontario dei fenomeni e quindi di ogni componente della realtà, umani inclusi: e si passa alla rappresentazione politica della possibile trattativa con lui; nella sua eccezionalità, questa trattativa prende il nome di religione. All’inizio, un ingenuo politeismo segue la molteplicità degli eventi con una molteplicità più o meno specializzata di divinità preposte alle varie circostanze. Ma poi, i burocrati che amministrano il soprannaturale optano per un monoteismo che affida loro l’azione terrena di potere, la riscossione di tributi, la scelta dei rappresentanti e ogni facoltà di giudizio. Nasce il clero monoteista, una struttura sociale organizzata per essere in grado di condizionare con una dottrina codificata i comportamenti umani (i “sacerdoti” delle credenze pagane avevano funzioni molto meno ambiziose di quelle del clero monoteista). Sotto la pesante vigilanza del clero nascono sia, da un lato, le milizie fondamentaliste, sostanzialmente ubbidienti seguaci e spesso delatori che esigono l’osservanza dei dogmi, sia quelle forme di resistenza che propriamente verranno chiamate anticlericalismo.

Ancora oggi, molti millenni dopo la nascita di questa deformazione sociale ormai ereditaria, la cultura umana accetterà supinamente la pretesa di una tradizione ingenua ma maggioritaria di relegare l’anticlericalismo tra le manifestazioni disdicevolmente abnormi e il fondamentalismo solo tra i comprensibili eccessi di devozione e obbedienza. Il fondamentalismo sarà particolarmente acuto tra le popolazioni deliberatamente meno acculturate (tra le quali si verificheranno fenomeni di follia violenta come quello dei “kamikaze” suicidi o della schiavizzazione delle donne); mentre l’anticlericalismo sarà perseguibile nei Paesi meno sviluppati e, in quelli più sviluppati, sarà stigmatizzato come segno di arretratezza intellettuale. Dovunque si diffonderanno insegne, divise, simboli, elementi del linguaggio comune, testi e perfino sentimenti che riproporranno capillarmente il problema del rapporto politico con l’idea di dio secondo la concezione dei suoi amministratori locali. L’affermazione della democrazia, della scienza e del libertinismo filosofico moderno dovrà combattere contro un indottrinamento diffuso precocemente (su minori non in grado di intendere e di volere) a cui è insopportabile ogni forma di autonomia del pensiero, dunque ogni logica; le libertà civili dovranno fare compromessi che, anche dove non divengono concordati, dovranno scendere a patti con un sentimento religioso a carattere epidemico contratto già nella prima infanzia e privo di antidoti1.

Alcuni casi d’immunità da questa epidemia serviranno al più a disquisire a vuoto sulle semantiche dell’ateismo, dell’agnosticismo, del laicismo, che accompagneranno il ben più concreto anticlericalismo ormai ridotto a obiettivo desueto. Il potere religioso, detto con astuta suggestione “spirituale”, vincerà su tutta la linea le sue battaglie regionali e produrrà enormi eccidi interregionali. L’unico terreno in cui resteranno spiragli di possibili riflessioni razionali sarà l’antico interrogativo sulla stranezza del carattere locale dei culti, incompatibile con i monoteismi universali, generato dalla scostumata impertinenza del cuius regio, eius religio. Perché Elhoim diventerà Allah e, dopo un banale sdoppiamento verbale, incomincerà a litigare con se stesso? Nessuno degli amministratori religiosi lo spiega.

Ed ecco che, circa duemila anni fa, un genio leggendario, Gesù di Nazareth, sembra capire che, in questo stato di cose, è sempre la “forza fisica” a prevalere, molta gente debole soccombe e il potere oligarchico del clero, al pari di quello del monarca e delle sue truppe, procura a sé vantaggi a prezzo di sofferenze popolari enormi. È una delle prime volte in cui fa la sua comparsa il popolo (se si tralasciano fatti minori come l’apologo di Menenio Agrippa e l’istituzione dei tribuni della plebe). Gesù, in qualche modo, si preoccupa di organizzare una resistenza pacifica ma severa, rendendosi però conto, probabilmente con convinzione, del fatto che la primitiva idea di un dio è irrinunciabile per ottenere il consenso; infatti, dio è una scorciatoia formidabile per garantirsi la piena autorevolezza di fronte alle masse a cui si fanno promesse. Ovvio che Gesù appaia un pericoloso sovversivo sia al clero sia alla potenza occupante: il pericoloso anticlericale (l’aggettivo è più che calzante) fa la fine che sappiamo e, forse suo malgrado, genera però un clero nuovo di zecca al posto di quello degli ebrei, che punta astutamente su Roma, il centro politicamente più importante dell’epoca. C’è chi si adopera per produrre nuovi libri sacri, c’è chi edifica una sede, c’è chi si preoccupa della diffusione e chi dell’amministrazione; c’è anche chi organizza la più remunerativa truffa di tutti i tempi, la “Donazione di Costantino” con cui la “roba” passa saldamente nelle mani di una potentissima oligarchia: nasce la chiesa con i suoi distaccamenti, i suoi presìdi e i suoi ispettori/piazzisti, la curia, le parrocchie, la predicazione; nascono gli strumenti di controllo capillare, la confessione, il battesimo, i sacramenti, il catechismo, l’obbligo di presenza. Il controllo diviene trasparente: i divieti colpiscono le fonti di piacere: il sesso, la gola; gli elogi premiano ciò che spiace: la redenzione premia il dolore, la salvezza eterna premia la castità.

Cambiano così le virtù, si convertono le recriminazioni in preghiere, si raccolgono oboli e lasciti, si legittimano i monarchi (ma si chiudono spesso gli occhi su chi ruba allo Stato, pratica che durerà nei secoli) ottenendone in cambio gratitudine, si benedicono gli eserciti, si occupano posti a lato di potenti, si cerca di sostituire il peccato al delitto, si indottrinano i minori, ecc. In questa marcia al potere che si disaccoppia dalle vicende umane regionali, Maometto si radica ben più intransigentemente del cristianesimo, facendo persino finta d’essere più tollerante. Lontano da lì, più tardi, sia Gotamo Buddha sia Confucio stanno politicizzando a loro modo l’idea religiosa con propositi non dissimili da quelli di Gesù, ma forse più diplomatici con i poteri autocratici: probabilmente, le loro idee appaiono più filosofie che culti anche se, poi, i loro seguaci ne preciseranno la funzione sociale secondo convenienza.

mercoledì 28 maggio 2008

Dio si masturba


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Assiomi

Dio è perfetto
Dio è unico
Dio è maschio
quest'ultimo punto, essenziale per la dimostrazione della tesi, può essere oggetto di contenzioso. I cristiani non transigono su questo asserto (infatti essi si riferiscono a Dio col pronome "Egli" e mai con "Ella", dunque escludono a priori la possibilità che possa essere femmina), ma neanche loro sono in grado di fornirne una prova concreta. Tuttavia la Bibbia ci giunge in soccorso ricordando che "Il signore creò l'uomo a Sua immagine e somiglianza". È pertanto inconfutabile il postulato della mascolinità di Dio - checché ne dicano i Testimoni di Geova, i quali si ostinano a chiamare Dio con un nome da donna.
Tesi
  1. La distinzione univoca tra maschi e femmine si basa sulle differenze anatomiche. Essendo maschio e non femmina, il Signore deve possedere un pene- anzi, un Signor Pene, di proporzioni bibliche adeguate al personaggio.
  2. La perfezione implica la mancanza di attributi inutili. Quindi il pene di Dio, per non andare sprecato, deve essere utilizzato, in quanto parte della Sua perfezione.
  3. Il pene assolve due funzioni: espulsione di rifiuti e attività sessuali. Poiché Dio è perfetto, nulla di ciò che compone la Sua persona può considerarsi rifiuto. Pertanto, l'unica funzione peniena ammessa nel Suo caso è quella sessuale.
È qui che il ragionamento incontra uno scoglio: se Dio è perfetto, non può che accoppiarsi con esseri perfetti quanto lui. Ma tali esseri non esistono, in quanto abbiamo espressamente postulato l'unicità di Dio, accanto alla Sua perfezione. La dimostrazione sembrerebbe dover concludersi qui, ad un punto morto.

Ma, in realtà, rimane un'altra possibilità per confermare la mascolinità di Dio e placare le ambasce dei nostri lettori cristiani. Si pensi semplicemente, basandosi sulla comune esperienza, a cosa conduce un'urgenza di accoppiamento sessuale che non può essere soddisfatta. In parole povere: cos'è che fa chiunque quando gli tira ma non ha la tipa?

Conclusione

Esatto. Dio si masturba.

Corollari
  • Dio si masturba in quanto maschio, unico e perfetto.
  • Ma Dio è sempre maschio, unico e perfetto.

Ergo, Dio si masturba sempre. Anche in questo momento.

Esso ha fornito, seppur involontariamente, la risposta alla domanda che da millenni tormenta filosofi e teologi in tutto il mondo:

Come può Dio, onnipotente e onnibenevolo, permettere che il male esista e imperversi?

Semplice. Essendo continuamente intento a soddisfare sé stesso, Egli è troppo distratto per occuparsi delle questioni meschine e banali degli umani.
Inoltre si può ipotizzare che l'abitudine divina a non osservare le vicende terrene sia dovuta in realtà all'effettiva incapacità per Dio di gettare il Suo sguardo sull'umanità: incapacità, se ciò è vero, imputabile ai ben noti effetti collateral della qui citata occupazione divino-adolescenziale.

Effettivamente, ora si spiega meglio la "venuta" del Signore...

Tratto da Nonciclopedia.

mercoledì 21 maggio 2008

George Carlin e i 10 comandamenti


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Ci servono veramente 10 comandamenti? Secondo George Carlin non proprio...






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