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domenica 5 ottobre 2008

AAA Nera masochista con l'hobby del nudismo cercasi


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Finalmente il Governo ha dichiarato da che parte sta! Erano mesi che si attendeva una dichiarazione ufficiale di questo genere. Vi ricordate il recente della donna somala fatta spogliare all'aeroporto, tenuta nuda per ore e infine umiliata e oltraggiata dagli agenti?
Bene, nel processo che vede imputati gli agenti dell'aeroporto, il ministro Maroni ha dichiarato che il Viminale si costituirà parte civile : "È una clamorosa montatura, fatta anche dalla stampa".
Dello stesso tenore il giudizio del portaborse del PDL Gasparri, quello che mandano in televisione perchè non capisce quello che dice: "Fa bene il Viminale a reagire alla somala che probabilmente mente attaccando la polizia: credo agli agenti, non a lei".

In uno stato di diritto le due parti dovrebbero avere parità di trattamento, e le loro parole lo stesso valore.
Ma almeno in questo modo, e con i comportamenti tenuti in occasione degli altri eventi (CastelVolturno, Parma, ecc), il Governo ha voluto far capire da che parte sta: dalla parte dei picchiatori e non da quella dei picchiati, dalla parte dei bianchi e non di tutti, dalla parte dei violenti e non dei pacifici.
Guardiamo il lato positivo della vicenda: per la prima volta il Governo ha fatto una dichiarazione veritiera...

P.S: Se fossi in loro, al processo proverei a supportare la tesi secondo cui quella sporca negra ha l'hobby del nudismo...

lunedì 11 agosto 2008

Soldato! Uno zingaro mi ha rubato la borsetta!


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Il Popolo della Libertà (Condizionata) ha vinto le elezioni su due punti: le tasse e la sicurezza.
Che i pensieri di Berlusconi fossero altri lo ha capito persino un bambino: nei primo cento giorni gli unici provvedimenti attuati con velocità stupefacente sono stati quello relativo alle intercettazioni, il Lodo Alfano e la chiusura dell'ufficio dell'Alto Commissario contro la corruzione.
Effettivamente, solo uno stolto poteva pensare che i bisogni di un anziano massone miliardario potessero essere uguali ai suoi.

Capitolo Sicurezza. Un indagine svolta da Demos & Pi rivela che 9 italiani su 10 pensano che la criminalità sia cresciuta, e 7 italiani su 10 crede che tutto ciò sia colpa degli stranieri.
In realtà, come dimostrano ricerche e dati delle compagnie assicurative, la criminalità in Italia non è aumentata: è rimasto invariato sia il numero di omicidi, che di rapine, che di violenze sessuali (o perlomeno in linea con la media annuale italiana, pari al 6-7%).
Perchè allora questo senso di insicurezza? La risposta è semplice quanto banale: la televisione.
La televisione ci informa sul mondo e sulla realtà: essa non ha fatto altro che mandare in onda per mesi durante il Governo Prodi notizie di rapine, omicidi e stupri.
Avete notato che negli ultimi mesi il numero di notizie del genere in Tv è drasticamente calato?
Non sono calati gli omicidi e gli stupri (questa gente non va in vacanza solo perchè siamo ad Agosto), è calata l'attenzione mediatica nei loro riguardi.
Ma perchè bombardare la gente con queste notizie (una ricerca ha dimostrato che una puntata media del TG4 e Studio Aperto conteneva 3,4 notizie di cronaca nera sulla media di 8,2 notizie al giorno), creando artificialmente questo senso di paura?
Semplice: è scientificamente dimostrato che quando una persona prova paura o senso di insicurezza, abbassa il suo livello razionale; subentra a livello inconscio un'abbandono della razionalità a favore di atteggiamenti istintivi come la difesa della "specie" (da qui l'aumento spaventoso di violenza e razzismo) e la ricerca di un leader. Una persona spaventata è più facile da convincere e controllare.

Ed ecco il colpo geniale: Berlusconi "ascolta" il popolo e da loro quello che vuole, ossia da la soluzione per il problema che lui stesso ha creato e ne riceve i meriti!!
I soldati nelle strade sono una soluzione ovviamente demagogica.
Non solo perchè possono arrestare solo in flagranza di reato (ma in flagranza di reato possono arrestare tutti, persino la Municipale), ma per la loro presenza intrinseca.
Come scrive l'Economist: "L'Italia non è la Colombia"; una operazione così grossa serve ovviamente solo a mostrare al popolo bue di essersi interessati al loro problema.
Ma in un Paese dove la Mafia è padrona di tutto e, insieme alla corruzione, blocca lo sviluppo economico del Paese stesso come si può credere che una manica di soldati male armati che corrono dietro a dei bambini rom, possano realmente servire a combattere la criminalità.
Se a questo Governo interessava realmente la sicurezza dei suoi cittadini, avrebbe realizzato un decreto d'urgenza (sì, proprio come il Lodo Schifo-Alfano) e avrebbe mandato l'esercito dove realmente serviva: nel Sud a combattere la Mafia sul territorio, o negli uffici della Pubblica Amministrazione a scoprire gli abusi di ufficio e le mazzette. Invece si abbassano le pene contro i reati dei colletti bianchi e si mandano i soldati nelle strade a guardare le fighe in Piazza Duomo.

sabato 9 agosto 2008

Berlusconi suona, l'Italia brucia


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Questa volta sarebbe dovuto essere differente. Silvio Berlusconi trasudava sobria responsabilità durante il suo tentativo di essere rieletto in Aprile alla carica di primo ministro.


C’erano altre ragioni per le quali sperare che avrebbe governato nell’interesse del paese, pittusto che nel proprio. Si sapeva che aspirasse alla carica di Presidente della Repubblica e perciò che avrebbe dovuto acquisire un aura da statista. Una ragione del fallimento del suo primo mandato è stata la resistenza alle riforme liberali da parte dell’UDC, che non fa più parte della coalizione. E sembrava avesse risolto le sue personali difficoltà con una serie di leggi ad personam che gli avevano messo al sicuro la sua posizione di fronte alla legge e protetto il suo impero finanziario.

Tuttavia, dieci settimane dopo il giuramento del nuovo governo Berlusconi, l’agenda politica è dominata più che mai dai suoi affari personali e aziendali. Nella sua breve vita, il governo ha proposto almeno quattro provvedimenti ad personam.
Uno era stato pensato per eludere la Corte Europea di Giustizia in merito a una sentenza che stabiliva che Rete 4, uno dei tre canali televisivi della rete Mediaset di Berlusconi, stava occupando frequenze televisive che dovono essere assegnate a un altro operatore. Il governo ha proposto un decreto per evitare che Rete 4 venga spostata sul satellite, ma l’opposizione che scatenò fù così violenta che lo costrinse a ritirare il testo per “riformularlo”.

Un secondo decreto mirava a restringere le intercettazioni telefoniche durante le indagini giudiziarie, e anche la pubblicazione delle trascrizioni. Ci sono argomenti per questo cambiamento: uno studio compiuto nel 2005 dall’Istituto Max Planck ha rivelato che le intercettazioni erano più comuni in Italia che in qualsiasi altro paese dell’Unione Europea. Poiché le trascrizioni spesso sono state fatte filtrare ai media, anche prima che le accuse fossero state depositate, persone innocenti possono trovare le loro più private considerazioni spiattellate per i giornali.

Ma ogni volta che Berlusconi propone una riforma giudiziaria, comprensibilmente si sospetta l’esistenza di motivi personali (ha recentemente definito il sistema giudiziario un “cancro”). Prima di tornare alla Presidenza del Consiglio, venne intercettatosu ordine della Procura di Napoli mentre esercitava pressioni su di un dirigente del servizio televisivo pubblico, la RAI, a beneficio di alcune attrici. Dal momento che Berlusconi si impegnò a supportare il dirigente in una sua iniziativa imprenditoriale privata, entrambi si resero passibili di accuse di corruzione. Ora, infatti, un giudice sta valutando se metterli in stato di accusa.
Mentre si stava porando avanti il decreto, iniziarono a spargersi voci in merito a registrazioni più compromettenti che si diceva contenessero esplicite conversazioni di natura sessuale tra il primo ministro e la sua Ministra delle Pari Opportunità trentaduenne, Mara Carfagna, una modella che posava in topless e che faceva la presentatrice presso Mediaset. Dopo che venne riportato che i Pubblici Ministeri avrebbero distrutto il materiale irrilevante per la loro indagine, l’esecutivo fermò il decreto, destando i sospetti che ci fosse dietro la presunta telefonata con la Carfagna. La Carfagna ha dichiarato che querelerà ogni insinuazione fatte su di lei.

I critici dicono che i problemi legali di Berlusconi sono centrali anche ad altre due misure. La prima è stata redatta dal consiglio legale che lo sta difendendo in tribunale dall’accusa di un tangente da 600.000$ a un avvocato inglese. Infilata incoerentemente in un pacchetto di provvedimenti “legge-e-ordine”, questa legge avrebbe congelato per 12 mesi una serie di processi, compreso quello di Berlusconi. A quel punto un secondo disegno di legge stava per avere effetto, garantendo immunità processuale alle prime quattro cariche dello stato, Primo Ministro incluso. La protesta alla prima misura fù tale che venne abrogata per emendamento, ma solo dopo che divenne chiaro che la seconda sarebbe stata fatta proseguire in autunno, quando il processo per corruzione di Berlusconi sarà prossimo alla fine. Il pacchetto sicurezza, approvato falla Camera dei Deputati il 15 Luglio, ora contiene una norma che l’opposizione definisce una quinta misura ad personam, riconoscendo agli imputati la facoltà di patteggiare durante il procedimento.
La fissazione del Governo (e del Parlamento) per le corti e le riforme giudiziarie sarebbe meno allarmante se non ci fosse molto rimasto da fare che sia importante e urgente. Dopo un illusorio aumento nel primo quadrimestre, l’economia è di nuovo per lo più stagnante. Gli analisti della Banca d’Italia dipingono un quadro desolante di consumi deboli e inflazione in aumento. Hanno anche agitato lo spettro dei problemi del credito in un paese al quale, fino a ora, era stato risparmiato il peggio della restrizione globale. Hanno fatto notare che il 70% dei mutui italiani hanno un tasso variabile, più alto della media europea - e questo è un paese dove le disponibilità reali si stanno restringendo.

La banca centrale prevede, per quest’anno e per il prossimo, una crescita irrisoria dello 0,4% del PIL. Le stime per il 2008 sono in linea con quelle del governo (tra lo zero e lo 0,5%), ma più ottimistiche di quelle di Aprile del Fondo Monetario Internazionale, che ammontano allo 0,3%. L’economia italiana è ancora una volta il fanalino di coda nell’eurozona. Forse la notizia peggiore è arrivata il 10 Luglio, quando la produzione industriale è stata riportata essere crollata in Maggio, giù del 4,1% rispetto all’anno precedente. Emma Marcegaglia, leader della lobby degli imprenditori, Confindustria, si è detta essere “davvero preoccupata”. Ha ragione. Il motore della buona barca Italia sta perdendo colpi; il vento la sta dirigendo verso gli scogli; è il capitano è occupato in altre faccende.

Fino a ora l’unica iniziativa di governo in campo economico è stata l’abolizione dell’impopolare tributo sulla casa e la riduzione delle tasse sugli straordinari. Non c’è nemmeno l’ombra di un qualsiasi dibattito sulle misure di liberalizzazione di cui la malridotta economia italiana avrebbe estremo bisogno. Al contrario, il governo sembra incline a pompare ancora più soldi dei contribuenti nella compagnia di bandiera italiana in fallimento, Alitalia, e ora sta discutendo una modifica della legge che permetta di farlo. Pensando al futuro autunno, Berlusconi ha almeno annunciato una “riforma radicale” - ma solo per i tribunali.

 Tratto da "Anonimo Italiano" (articolo originale "Berlusconi fiddles, Italy burns"), Economist

martedì 5 agosto 2008

Questione di priorità


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“Care italiane, cari italiani. L’Italia ha un grosso problema in cima alla lista dei problemi. Questo problema irrisolto nei decenni da tutti i governi prende diversi nomi a seconda della regione della penisola in cui esso vive. In Sicilia si chiama mafia, in Campania camorra, in Calabria ndrangheta e in Puglia sacra corona unita. Queste associazioni criminali, cari italiani, sono un vero cancro nella vita del Paese. Esse trafficano in droga, sfruttano la prostituzione, commerciano in armi e in uomini alimentando i flussi clandestini verso l’Italia. Le mafie taglieggiano gli imprenditori, i negozi, i supermercati e qualsiasi attività economica redditizia. Chi si ribella viene intimidito, assalito, ucciso.
L’economia del paese è infiltrata dalle attività economiche mafiose che riciclano danaro sporco in società apparentemente regolari. Le mafie controllano il territorio e le persone che vi vivono impedendo la crescita civile e sociale di intere aree della nostra amata Nazione. Le mafie infiltrano i loro affiliati in giacca e cravatta nelle amministrazioni locali, corrompono e rubano, vincono appalti pubblici facendo lavorare le loro società che rallentano i lavori accrescendo tempi e costi all’inverosimile e costruendo con materiali scadenti. Le mafie sono assassine e pericolose e rappresentano il vero pericolo per lo Stato e per i suoi liberi cittadini.
E’ per questo che abbiamo mandato i soldati in strada a correre dietro ai… rom”

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Tratto da Terroorpilots

domenica 3 agosto 2008

Il fumo negli occhi


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Posto un bell'articolo di Famiglia Cristiana. Si, anche io mi sono sorpreso che Famiglia Cristiana potesse scrivere begli articoli.

Ci sono i poveri (sempre più numerosi) e i "mezzi poveri" (quelli che coltivano pomodori sui balconi di casa). Eppure, per entrambi, non c’è allarme generale, né "emergenza nazionale". Non portano voti, non sono "di moda", come la giustizia, la sicurezza e l’inutile "lodo Alfano", approvato a razzo, in un solo giorno, dal Senato. Poi s’è discettato sull’inno di Mameli, dopo il dito medio di Bossi alzato al cielo della Padania, tra i rimproveri (apprezzati) di Fini e le spallucce (deprecabili) di Berlusconi.
Ma in cento giorni, nessuno (neanche l’opposizione) ha dato un forte segnale contro povertà e recessione. Se le famiglie non ce la fanno più, che si arrangino! Nella Finanziaria, approvata con la fiducia (ma ci sono dubbi sulla fedeltà della maggioranza?), non c’è uno straccio di provvedimento a favore di salari e pensioni. Intanto, il divario del reddito familiare tra Nord e Sud è pari a 10 mila euro.
La politica, sempre più miope e lontana dai bisogni della gente, è solerte solo nei tagli e nei sacrifici da imporre alla gente, senza dare l’esempio. Anzi. Al Senato, nonostante i gruppi parlamentari dimezzati (da 11 a 6), si spende ancor di più. Il limite invalicabile dell’inflazione programmata vale solo per i comuni cittadini, non per gli "spendaccioni" senatori.
 

In un’Italia in piena crisi (il 40 per cento degli italiani non fa nemmeno una settimana di vacanza all’anno), anche un gesto di sobrietà sarebbe apprezzabile. E invece, il Palazzo abdica alla moralità, abbandonando a sé stesse milioni di famiglie. Bastano propaganda politica (ma la campagna elettorale non è finita da mesi?) e fumo negli occhi, a distrarre gli italiani dall’assenza di una vera idea per risollevare il Paese. Tanto c’è l’alibi dell’aumento del petrolio o il pericolo di rom e immigrati: e via allora con i "fuochi d’artificio" a illudere l’opinione pubblica.
Di emergenza in emergenza, oggi tocca agli immigrati (e domani?): problema vero, ma non siamo all’invasione. I provvedimenti straordinari (quanto disumani) hanno suscitato pure lo stupore del Quirinale. Se sono loro il problema nazionale, perché nelle scoppiettanti conferenze stampa del presidente del Consiglio non se ne fa cenno?

A quando un Paese normale, maturo e responsabile, che affronti i veri problemi, rinunciando agli allarmi propagandistici per soli calcoli elettorali? Almeno, risparmiamo agli italiani l’ipocrisia della retorica: che «tutto è fatto per ragioni umanitarie e per il loro bene». Ma da quand’è che è scoppiato l’amore dei politici per rom e immigrati?
Così, in Italia la forbice tra ricchi e poveri è sempre più larga, i prezzi raddoppiano e gli stipendi sono al palo. Il "federalismo fiscale" (cui si sacrificano fette di democrazia) «rischia di mettere in ginocchio il Sud», come dice il ministro Fitto. Ma è il prezzo da pagare per i perversi scambi di favori tra partiti di Governo.
E l’opposizione? Nessuna idea seria per economia e riforme, solo contorcimenti su che cosa fare da grandi. Intanto, per non smentire il tipico masochismo della sinistra, si logorano in battaglie interne tra Veltroni e D’Alema (ma, scusate, non s’erano già fatte le primarie?).
L’inerzia politica ci preannuncia un autunno caldo.

martedì 29 luglio 2008

A Voi...


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Soldati nelle città.

Precariato a vita.

Inflazione alle stelle e salari da fame.

Il Premier che pensa solo alla sua impunità.

Il carcere per la divulgazione delle intercettazioni.

Il bavaglio all'informazione.

Lo schiacciamento della Costituzione.

Il dito medio all'Inno Nazionale e alla bandiera d'Italia.

Le leggi razziali.

Ministri e deputati con frequentazioni mafiose.

Un conflitto di interessi mostruoso.

La corruzione che dilaga.

Il controllo della Giustizia.

La riforma della Giustizia.

La separazione delle carriere.

Ministre nominate in  merito ad abilità orali non ben specificate.

Il taglio dei fondi alla Giustizia, alle Forze dell'Ordine, alle associazioni ONLUS.

Le centrali nucleari, costose e di vecchia generazione.

Il compimento del Piano P2.

I richiami continui dell'Europa sulla xenofobia e le infrazioni economiche.

Il decreto "Salva-Rete4".

Il clima razzista, xenofobo e fascista che si è tornato a respirare.



Dedicato a tutti quelli che non arrivano a fine mese, sono dei precari o semplicemente speravano che i loro interessi fossero anche solo lontanamente simili a quelli di Berlusconi: lo avete votato voi, ve lo meritate.

L'immagine in alto credo sia esemplificativa del "Popolo della Libertà (Provvisoria)".

domenica 13 luglio 2008

Il Codice Berlusconi


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5 aprile 2001, Silvio Berlusconi: “Riscriverò i Codici. Se ne sono occupati Napoleone, Giustiniano… Noi siamo piccolissimi, ma ci proveremo”.

Ecco il “Codice Berlusconi”. Tutte queste leggi sono state approvate con rapidità mai vista, spesso con il ricorso alla fiducia. Di seguito l’elenco delle più significative.



Informazione

23 luglio 2003 il Senato approva la legge Gasparri sulla rai-tv, non firmata dal presidente Ciampi a norma dell’articolo 74 della Costituzione, ritoccata dal Parlamento in modo non sostanziale, rimandata al Quirinale e obbligatoriamente promulgata. La proroga per le trasmissioni in analogico di Rete4 è già un primo risultato clamoroso della “riforma dell’emittenza”, ma c’è anche l’abolizione delle norme che vietano incroci e limiti della proprietà tra tv e carta stampata e un paniere che amplia le potenzialità pubblicitarie.



Giustizia

Il falso in bilancio, legge approvata nei primi cento giorni del governo Berlusconi depenalizza di fatto il reato di falso in bilancio, trasformato da “reato di pericolo” (che protegge interessi diffusi) a “reato di danno” (che protegge chi ha ricevuto un danno economico). Secondo la nuova legge, nel caso di società non quotate in Borsa il falso in bilancio può essere perseguito soltanto in seguito a querela di parte: querela assolutamente improbabile, poiché di norma i soci, che avrebbero titolo a querelare, sono coloro che traggono benefici dal reato. Piercamillo Davigo: “Sarebbe come pretendere che il furto divenga perseguibile a querela del ladro”. Il 5 maggio 2005 la Ue ha bocciato il ricorso dei giudici milanesi. Nel 2004 la Corte costituzionale s’era già pronunciata a favore della legge. Oltre ad allontanare investitori esteri, allarmati da uno Stato lassista, si sono disinnescate le indagini sul caso All Iberian.



Le rogatorie internazionali

Legge approvata a tambur battente nel 2001 e inapplicata nella pratica giudiziaria perché è prevalente il diritto internazionale. Disciplina le rogatorie internazionali e ratifica la convenzione di cooperazione giudiziaria tra Italia e Svizzera. Nel passaggio al Senato la legge ha subito due modifiche piuttosto particolari: si può applicare ai processi in corso e annulla le rogatorie macchiate da vizi formali. Così sono divenute inutilizzabile le imbarazzanti dichiarazioni sui movimenti nei conti correnti esteri di Previti, di Squillante e del responsabile di Mediaset).

Il lodo Schifani La legge blocca processi per le cinque più alte cariche dello Stato viene approvata a giugno del 2001. La Corte Costituzionale l’ha giudicato incompatibile con la nostra Costituzione (soprattutto con l’art.3) ma è bastata qualche piccola modifica e la legge è stata varata.






La legge Cirami-Carrara sul legittimo sospetto, è legge dal novembre del 2002, ritenuta senza effetti dalla Corte di Cassazione. Il legittimo sospetto è essenzialmente il dubbio che il tribunale chiamato a giudicare non sia imparziale. Il giudice può essere ricusato se ha espresso pubblicamente un orientamento sul processo oppure se ha rapporti con l’imputato. Se la Cassazione riconosce che il giudice non garantisce imparzialità, trasferisce il processo in un’altra città, dove ricomincerà da zero. L’effetto è bloccare, errando di città in città, le conclusioni del processo, in attesa della prescrizione.



La legge sull’ordinamento giudiziario (non firmata da Ciampi per motivi di palese incostituzionalità e rimandata il 16 dicembre 2004 al Parlamento) approvata dal senato il 29 giugno 2005. Prevede tra l’altro:

1) Divisione delle funzioni dei magistrati. Diventerebbe più difficile passare dalla funzione inquirente a quella giudicante e viceversa.

2) Alla Corte di cassazione verrebbe concesso un ruolo di vertice dell’organizzazione giudiziaria, con attribuzioni erose anche al Csm. Una scelta che tradisce lo spirito della nostra Carta costituzionale, la quale alla Cassazione riserva un ruolo di controllo delle sentenze, non anche dei giudici che le hanno emesse.

3) Potenziato il ruolo dei Consigli giudiziari, organi decentrati in cui sarebbero rappresentati anche gli avvocati e gli enti locali interessati alla gestione dei servizi dell’amministrazione giudiziaria. Ma così i membri «laici» (cioè non magistrati) parteciperebbero a delibere relative anche allo status dei magistrati, in contrasto con la Costituzione che garantisce l’autonomia delle toghe, soggette soltanto alla legge.






La legge salva-Previti, ex Cirielli. Il senatore Previti è stato condannato a undici anni per la vicenda Imi-Sir e a cinque anni per la Sme (corruzione); la legge è stata approvata il 16 dicembre 2004 dalla Camera. Di fatto, dimezza i termini di prescrizione e libera l’avvocato e deputato di Forza Italia dal rischio di veder confermare in appello le sue condanne a 16 anni per tre corruzioni giudiziarie (casi Imi-Sir, Lodo Mondadori e Squillante). La legge però ha l’effetto di spazzare via moltissimi altri processi in attesa di sentenza definitiva. Tra questi, la maggior parte dei dibattimenti per omicidi colposi e lesioni anche gravi, quelli contro truffatori, ladri e in generale tutti coloro che hanno commesso reati puniti con una pena massima non superiore a cinque anni. L’effetto economico è che le vittime o i loro parenti non potranno ottenere il risarcimento dei danni come parti civili.



Fisco

Rientro dei capitali: è stato permesso per legge, con una modica tassazione (del 2,5 per cento), il rientro dei capitali (anche quelli opachi) fuggiti all’estero e per anni invisibili al fisco. Una forma creativa di sanatoria, un modo per il Tesoro di fare cassa. Ma anche una inedita forma di riciclaggio di Stato, di ricettazione istituzionalizzata.



Condono fiscale: uno schiaffo morale per i cittadini che hanno regolarmente pagato le tasse, uno strumento interessante per le aziende di Berlusconi. Alle dichiarazioni del premier che Mediaset non si sarebbe avvalsa del condono è seguita una adesione e un risparmio di centinaia di milioni di euro.






Bancarotta: Un progetto di legge presentato alla Camera da Niccolò Ghedini, avvocato di Berlusconi, prevede che il reato di bancarotta fraudolenta, ora severamente punito con pene dai 3 ai 10 anni e prescritto in 22 anni, diventi un reato «leggero», con pena massima 3 anni, dunque senza carcere. Secondo la legge Ghedini, il bancarottiere diventa poi del tutto non punibile se risarcisce una parte del danno. Rubare diventerebbe dunque di fatto legale, purché lo si faccia alla grande e con metodi da colletto bianco: non punibile sarebbe, per esempio, chi fa bancarotta per 100 miliardi, poi restituisce 70 e se ne intasca, all’estero, 30. La legge sarebbe retroattiva. Il progetto era stato nascosto all’interno del maxiemendamento sulla Competitività approvato a maggio del 2005. Prevedeva una riduzione di pena da 10 a 6 anni per i bancarottieri, poi però con un emendamento è stata corretta e riportata a 10.



Ringrazio Lukalog.net per la fonte.

venerdì 4 luglio 2008

Minestrone di petto!


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Che le ministre del Governo Berlusconi fossero state scelte per meri meriti politici e sociali lo si era capito dal ruolo che ricoprivano nella società prima della chiamata politica: intrattenere e rendere felici gli uomini. E Silvio, che è un uomo molto attento alle virtù cristiane, ha captato subito le potenzialità delle due fanciulle, affidandole due ministeri.
Le prove delle gesta della Onorevole Carfreg... Carfagna sono già state ampiamente divulgate: per l'opera di carità che fa a molti camionisti e giovincelli arrapati, dovrebbe essere nominata Santa subito!


carfagna manublog
carfagna manublog

Queste foto le conosciamo tutti. Voglio mostrarvi invece ora, il video che mostra tutte le qualità di una delle punte di diamante del PDL, un filmato che era allegato al suo curriculum e che ha convinto definitivamente Berlusconi sulla giustezza della sua scelta.


giovedì 22 maggio 2008

Inizio col botto


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Quando si dice un inizio col botto.
Ad una sola settimana dall'insediamento del nuovo governo, le gaffe, le sparate, le vergogne e le bugie, già non si contano più. Venghino signori, sono tornati!

Il minestrone combinato dalla ministra Carfagna con il mancato patrocinio del Gay Pride, è degno di un Benny Hill Show: il ministro per le Pari Opportunità che nega il patrocinio ad un manifestazione nazionale per i diritti degli omosessuali. La Carfagna ha prima dichiarato: "Queste manifestazioni sono solo spettacoli esibizionistici, e quel travestito ha le tette più belle delle mie!", dichiarazione subito smentita e rettificata con: "Io non discrimino gli omosessuali. Come ministro per le Pari Opportunità i froci mi fanno schifo come i musulmani, gli ebrei, i comunisti e i negri, senza alcuna differenza."

Gli Italiani hanno memoria corta, ma l'Europa, soprattutto il kapò Shultz, no.
Dopo neanche due giorni dalla proposta relativa al pacchetto sicurezza, una mozione approvata a maggioranza dal Parlamento Europeo, decideva una discussione sulla legittimità del suddetto pacchetto. Beccarsi una strigliata da parte dell'Unione Europea dopo solo una settimana non è da tutti: bravo Berlusca!

Tutt'altro che legittima è invece la permanenza di rete4 sulle reti analogiche. Armati di vaselina, l'italico popolo sta pagando 300.000 euro al giorno di multa, e l'impressione è che inizi pure a piacergli... Il tempo stringe, bisogna cercare di salvare il canale dalle maligne grinfie del digitale, ossia prima che la Corte di Strasburgo ribadisca la condanna per violazione della legge sull'Anti-Trust. Il paladino Silvio si è messo subito all'opera per cercare di salvare il patrimonio nazionale (giuro che l'hanno chiamata così) rappresentato dalla quarta rete, eletta universalmente rete paladina della libera informazione e, dunque, meritevole di un salvataggio. A tal proposito ricordo a tutti che è possibile fare una piccola donazione per cercare di salvare rete4. Basta poco. Insieme possiamo farcela.

Lo avevamo lasciato che faceva le leggi per i suoi guai.
Ma adesso è cambiato.
Adesso fa le leggi per i suoi processi.
Mi dispiace veramente tanto gettare il germe del dubbio nel clima idilliaco di dialogo tra maggioranza ed opposizione. Mi duole veramente il cuore far notare un piccolo sospetto sulla buona fede del premier. Insomma: è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare.
Il fatto è che... insomma come dirlo... ecco: è strano che tra i mille emendamenti proposti ce ne sia anche uno che riguarda i termini del patteggiamento. Il fatto che chi lo ha proposto è Niccolo Ghedini, avvocato del Cavaliere, è del tutto secondario. Il fatto che l'unica persona che potrebbe servirsene per due processi in corso è proprio Berlusconi, è un fatto ancora più marginale.
L'unico dubbio che mi sorge è: al decimo processo per corruzione si vince un peluche???

martedì 20 maggio 2008

Se il buongiorno si vede dal mattino


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Neanche il tempo di iniziare, e l'Europa ha già strigliato contro il Governo Berlusconi.
Come inizio non c'è male.




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