martedì 4 novembre 2008

Alfabeto delle elezioni americane


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A - Alaska. Lo stato governato dalla Palin. La governatrice, sergente di ferro, dice di riuscire a vedere le coste della Siberia, quando c'è bel tempo. I russi rispondono che riescono a sentirla urlare anche con giornate nebbiose.

B - Blogosfera. La rete è stata fondamentale per il successo del senatore nero; senza Internet, la blogosfera e i social network (post) il fenomeno Obama, un perfetto sconosciuto che nel giro di due anni diventa il personaggio più conosciuto del pianeta, non sarebbe mai potuto esistere.

C - Crisi finanziaria. L'evento che più ha condizionato la campagna elettorale. Saranno soprattutto le risposte che riusciranno a dare a questa crisi i due candidati, una volta eletti, che determineranno la fortuna del loro mandato.

D - Denver. Leggendario. E' l'unico aggettivo che viene in mente a chiunque abbia ascoltato il discorso di Barack Obama a Denver, a 40 anni di distanza da un'altro discorso leggendario: quello di Martin Luther King. Se volete vedere il video del discorso di Obama a Denver questo è il link, mentre questo è il link con la traduzione in italiano del discorso.

E - Endorsement. L’endorsement è l’appoggio pubblico a un candidato da parte di un opinion leader. Nel mondo anglosassone è normale che un giornale dichiari, con un editoriale o un articolo a firma del proprio direttore o di un opinionista, quale candidato intenda appoggiare alle elezioni e perché. Barack Obama può contare sull'endorsement di 134 giornali, contro i 52 di John McCain.

F - Falsità. Da sempre una specialità repubblicana. Anche la campagna di John McCain ha rispettato il copione del vilipendio. Trovando però però pane per i suoi denti nel campo di Obama, che nonostante la promessa di non cedere alla tentazione ha risposto colpo su colpo, senza timore di colpire basso. Il confronto però parla chiaro: è negativo il 100% degli spot di McCain, Obama si ferma a meno del 50%.

G - Giovani. La fortuna di Obama. E' grazie a loro, al loro uso di internet e dei social network, che il fenomeno Obama ha potuto prendere piede e diventare fenomeno di massa.
Obama, uno dei più giovani Presidenti della storia d'America, per un'America pensata per i giovani.

H - Hope. Speranza, la "keyword" su cui è stata impostata tutta la campagna elettorale di Obama. La speranza di un futuro migliore, di un America migliore, di un mondo migliore.
Insieme a questa, l'altra "keyword" principale è stata senza dubbio alcuno "Change", cambiamento.

I - Iran. Il suo no alla guerra è stato il propulsore della candidatura di Barack Obama nelle primarie. Il mood del Paese, infatti, è più in sintonia con la promessa di ritiro (parziale) di Obama, che non con quella di vittoria di McCain.

J - Joe Biden. Uomo di apparato e rassicurante di fianco al giovane Barack Obama; un insider che conosce perfettamente Washington, dove si muove a suo agio e sa come manovrare le leve del potere nonostante la sua tendenza ormai nota alle gaffes. Presidente della commisione Esteri del Senato, è un esperto di politica estera, campo in cui il senatore Obama è invece considerato più debole.

K - Klu Klux Klan. La confraternità suprematista bianca ha avuto un rapporto controverso con il senatore nero dell'Illinois: se da un lato il sito ufficiale del KKK nega a caratteri cubitali un endorsement, alcuni esponenti o ex membri hanno dichiarato che una vittoria del senatore nero sarebbe la prova evidente dello strapotere delle minoranze e quindi l'inizio della presa di coscienza del popolo bianco.

L - Lotta al terrorismo. McCain propone una nuova agenzia civile-militare con l'invio di esperti nelle zone calde del mondo. Vuole chiudere la prigione di Guantanamo e ha criticato i metodi di interrogatorio inumani. Obama vuole concentrare i finanziamenti per la sicurezza nelle aree più a rischio. Si è opposto al Patriot Act. Vuole la chiusura di Guantanamo e il diritto al processo per i sospetti terroristi.

M - Middle Class. La classe media. Anima e corpo del sogno americano. Tecnicamente, chiunque guadagni meno di 250 mila ma più di 60 mila dollari l'anno. E' stato uno dei temi principali di tutta la campagna elettorale. Obama promette di ridurle le tasse. McCain la mette in guardia dal "socialismo" alle porte.

N - Nazisti. Gli skinheads avevano progettato un'attentato per uccidere Obama. Il piano prevedeva di sparare con un fucile da 750 metri, durante un'incontro pubblico di Obama.
Le probabilità di attentati rimangono comunque alte per il leader democratico.

O - Obamacans. I repubblicani che appoggiano Obama. Da qualche giorno il più celebre è Colin Powell. Ma prima di lui, aveva aperto la strada Susan Eisenhower, figlia di Ike, il generale che vinse la Seconda Guerra Mondiale prima di diventare presidente negli Anni 50.
Il precedente simmetrico e opposto sono i Reagan democrats, che 25 anni fa fecero la fortuna di Ronald Reagan.

P - Palin, Sarah. La chiaccheratissima vicepresidente di John McCain è stata uno degli argomenti principali di discussione di questa campagna elettorale. Tra altarini svelati e processi in corso, passando per il discusso film pornografico in cui compare la sua sosia, Sarah Palin è rimasta sempre al centro della scena. A lei il merito di aver animato ed infiammato il popolo repubblicano, ma contestata anche dal suo stesso partito e dai suoi stessi sostenitori, rischia di diventare il capro espiatorio di una possibile pesante sconfitta.

Q - Quaeda. Il network terroristico del fondamentalismo islamico di Osama bin Laden, autore delle stragi dell'11 settembre 2001. Per John McCain la sconfitta di al-Quaeda passa per la vittoria in Irak. Barack Obama indica invece nell'Afghanistan il vero fronte della guerra al terrorismo.

R - Razzismo. Questa sarà una variabile molto importante al momento del voto. Se la comunità afro-americana (come prevedibile) sarà schierata a favore di obama al momento del voto, tra gli elettori bianchi ci potrebbe essere qualche risentimento al momento finale che potrebbe creare qualche sorpresa. D'altronde, la segregazione razziale è stata eliminata da soli 40 anni...

S - Sondaggi. L'hanno fatta da padrone per tutta la campagna elettorale, risultando al tempo stesso la causa e il misura-effetti di questa altalenante corsa alla presidenza. Nell'era dell' "audience" e delle comunicazioni di massa, il sondaggio diviene il termometro della pubblica opinione.

T - Troopergate. Lo scandalo che viene dall’Alaska. Giusta la conclusione di un’indagine parlamentare indipendente, Sarah Palin ha commesso abuso di potere, facendo pressione sul capo della polizia Walt Monegan (che poi ha licenziato, ma in questo era nel suo diritto) perché cacciasse dai ranghi l’ex cognato, protagonista di un divorzio molto litigioso dalla sorella. La governatrice ha anche permesso che il marito Todd intervenisse nella vicenda, usando il suo ufficio e i suoi assistenti.

V - Virginia. Lo Stato dei padri fondatori, culla dei valori della democrazia americana, ma anche dello schiavismo. I democratici non lo conquistano dal 1964. Furono il Civil Rights Act e il Voting Right Acts, con cui Lyndon Johnson mise fine alla segregazione razziale, a consegnare da allora la Virginia e il resto del Sud ai repubblicani, fin lì disertati dagli elettori razzisti o con pregiudizi razziali perché visti come il partito di Lincoln. Quest'anno potrebbe dare la vittoria a Barack Obama. Sarebbe la rivoluzione dentro la rivoluzione.

Y - Yew, we can. Il celeberrimo slogan della campagna elettorale di Barack Obama. Su queste tre parole si sono scritti libri e fatte canzoni, e solo la storia potrà spiegare l'incredibile potenza di questo slogan. Qui un mio post sulla profondità del "motto obamiano".

Ci sono addirittura 5 commenti!!


suburbia ( 5 novembre 2008 alle ore 13:18 )

Manca la W
:-)
ciao

Calogero Parlapiano ( 5 novembre 2008 alle ore 14:43 )

e gli USA tornano a sognare mentre noi in Italia... lasciamo perdere.

Anonimo ( 5 novembre 2008 alle ore 20:44 )

E' vero, almeno l'America può ricominciare a sognare...
Ma quanto hai lavorato per ottenere un post così dettagliato, Manu?
Bravissimo, ciao!

nespolina ( 5 novembre 2008 alle ore 21:47 )

il sogno che si avvera...

Andrea De Luca ( 6 novembre 2008 alle ore 03:24 )

forte!


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