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giovedì 3 aprile 2008

Dimagrire con il sorriso


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Non ispira sesso selvaggio?


Da tempo stavo cercando un modo definitivo per mettermi a dieta.
Non che sia grasso, è solo per eliminare l'eterna pancetta.
Una mail arrivatami oggi mi ha illuminato: finalmente ho trovato la soluzione definitiva.

Fate più sesso. E' il consiglio di una nota rivista statunitense che ha pubblicato un divertente studio sul rapporto tra performance amatoria e perdita di calorie.
Se durante un amplesso normale e un po' banalotto (10 minuti nella posizione del missionario) si bruciano dalle 200 alle 300 calorie, la passione sfrenata e l'attenzione ad alcuni particolari possono aiutarvi a unire l'utile al dilettevole, trasformando i vostri incontri d'alcova in veri e propri allenamenti mangia-grassi! Vediamo in dettaglio alcune mosse e la loro efficacia dietetica.
- Slacciarle il reggiseno:12 kcal
- Slacciarlo con una mano sola: 47 kcal
- Spogliare completamente la partner passiva: 80 kcal
- Spogliare completamente il partner passivo: 95 kcal
- 20 minuti di preliminari (per lui) : 107 kcal
- 20 minuti di preliminari (per lei): 87 cal.
- 10 minuti di rapporto sessuale (missionaria): 250 kcal
- 10 minuti di rapporto sessuale (lei sopra): lei 300 kcal, lui 130 kcal
- 10 minuti di rapporto sessuale (da dietro): lei 200, lui 350 più benefici agli addominali
- 10 minuti di rapporto sessuale in piedi: 600 kcal e probabile colpo della strega per lui
- Sigaretta sul letto dopo il rapporto: 12 kcal
- Rivestimento in fretta e furia e discesa dalla tromba delle scale per arrivo del legittimo/a consorte: 110 kcal
Non mi resta che cominciare. Ah, dimenticavo... buona dieta a tutti...

mercoledì 2 aprile 2008

Colletta solidale


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Oggi pomeriggio stavo girovagando per la rete, e ad un certo punto la mia attenzione è stata catturata da una notizia: il nano da giardino nazionale ha dichiarato "Se vengo ancora intercettato ed escono le registrazioni, lascio l'Italia" (Il Corriere della Sera).
Preso da irrefrenabile entusiasmo e speranza, mi sono lanciato nel più vicino centro di elettronica per acquistare un impianto per le intercettazioni. Ma ecco la brutta notizia: l'impianto completo costa circa 18.000 Euri. La speranza si smorza, ma subito mi balena un'altra idea che mi fa tornare l'entusiasmo: gli amici di OkNotizie!
Chi vuole contribuire ad una colletta per cacciare Grande Puffo?

martedì 1 aprile 2008

Primi segnali di boicottaggio


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Comincia a muoversi qualcosa.
Dopo il Presidente francese Sarkozy e la delegazione svizzera alle Olimpiadi, che sembrebbero decisi a disertare la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino 2008, ecco che altre voci si levano a protesta di questo massacro. Voci molto più importanti dei politicanti nazionali, perchè non devono difendere interessi economici o politici. Sono infatti le voci degli stessi atleti.

Il campione norvegese Thor Hushovd, uno dei corridori piu’ accreditati per la conquista in Cina della medaglia d’oro nella prova in linea su strada di ciclismo, si è detto intenzionato a boicottare la manifestazione in segno di protesta. E' notizia proprio di oggi il rifiuto, da parte di Bhaichung Bhutia, capitano della nazionale indiana di calcio, di non portare la fiaccola olimpica quando la staffetta passerà per Nuova Delhi alla metà del prossimo mese.
Comincia a muoversi qualcosa.

venerdì 21 marzo 2008

PIL: Prodotto Interno Lardo


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Il 18 marzo del 1968 Robert Kennedy pronunciava, presso l'Università del Kansas, un discorso nel quale evidenziava l'inadeguatezza del PIL (Prodotto Interno Lordo) come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate. Tre mesi dopo veniva ucciso durante la campagna elettorale che lo avrebbe probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d'America. Ecco cosa disse in un famoso discorso.

«Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (Pil).
Il Pil comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana».
«Il Pil mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle (…). Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.» (…)
« Il Pil non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. (…) Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani».

I nostri politici (o sarebbe meglio dire i politicanti) parlano sempre di PIL, ISTAT, ICI, IVA e altre diecimila sigle inutili o inutilizzate. Nessuno si preoccupa dei reali bisogni della popolazione, dei reali problemi; Berlusconi e Veltroni, Bertinotti o Casini, sono completamente distaccati dalla realtà. Parlano, parlano tantissimo, ma non fanno niente. Parlano di indicatori, indici, numeri, sondaggi, che non hanno alcun senso.
Il Parlamento è sempre più un luogo distaccato dall'Italia, tra poco chiederanno la cittadinanza SanMarinese o direttamente al Vaticano. Sarà un grande giorno per l'Italia.

domenica 16 marzo 2008

Turn Off Pechino 2008


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Ogni cosa presenta due punti di vista.
Il punto di vista economico, quello del business, ed il punto di vista morale.
Questi due punti di vista non sono conciliabili; perlomeno non quando il valore economico è molto alto. Prendiamo l'esempio delle Olimpiadi di Pechino 2008. Da una parte vi sono gli astronomici interessi economici che una manifestazione come le Olimpiadi porta con se; dall'altra, vi è il paese ospitante della manifestazione, la Cina, che calpesta i diritti umani come fossero carta straccia. Il mondo degli affari, quello del business, degli sponsor e del merchandising sembra non accorgersi di niente; d'altronde è solo una visione coerente di gente che considera la Cina (o l'India e il Vietnam) come un posto in cui gli operai-schiavi, molte volte bambini, stipati come animali, servono solo a cucire un pallone. Chi deve reagire siamo noi.

Le Olimpiadi di Pechino nascono nel sangue, quello dei monaci tibetani, e nella viltà dei soprusi alla libertà dei cinesi. Fermare le Olimpiadi non è possibile, possiamo solo usare l'unica arma che ancora ci rimane: la libertà di scelta. Scegliamo di non seguire, scegliamo di non guardare questo immenso teatrino ipocrita. Scegliamo di non comprare i prodotti degli sponsor legati a Pechino 2008. Ancora una volta gli interessi hanno calpestato i valori. Scegliamo i valori.

Il Coni deve ritirarsi per protesta dalle Olimpiadi. Se il Coni non ha le palle (d'altronde il Presidente del Coni è pur sempre Giovanni Petrucci), almeno si ritirino gli atleti; si tirino fuori da questo teatrino immondo e insaguinato. Come ha scritto Beppe Grillo sul suo blog: "Gli atleti italiani rinuncino alle Olimpiadi. Facciano outing contro la dittatura, sarà la migliore azione della loro vita. Figli e nipoti ne saranno fieri. Molti italiani gliene daranno merito."

Questo blog appoggia la campagna "Turn Off Pechino 2008". Chiunque di voi appoggi la campagna e desideri prelevare il banner, deve andare sul sito turnoffpechino2008.
Scegli di non partecipare all'evento, spegni la TV.
Spegniamo Pechino 2008. Salviamo la libertà.

Bloggers e cittadini uniti per
i diritti umani, la libertà, la democrazia.


mercoledì 12 marzo 2008

Salviamo il petrolio


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Il 2006 è un anno speciale.
No, non per lo scudetto dell'Inter.
Il 2006 è l'anno in cui è stato raggiunto il picco della produzione mondiale di petrolio.
Questo, almeno, è cio che sostiene l'Energy Watch Group, un autorevole centro di studi tedesco, il quale, sulla base delle analisi della produzione mondiale dell'oro nero, ha notato uno stazionamento in termini di consumi negli ultimi anni (la produzione si è assestata ad 81 milioni di barili al giorno) ed ha previsto una graduale discesa (58 milioni nel 2020, 39 milioni nel 2030). La naturale conseguenza di tale situazione non può che essere l'aumento del prezzo del greggio. Dal punto di vista prettamente economico, se un bene è richiesto (ed è evidente come oggi il petrolio sia necessario in gran parte delle attività umane) ma vi è una scarsità di tale bene, il suo prezzo è destinato a salire. Ed è esattamente quello che sta accadendo tutti i giorni. Il prezzo del petrolio ha realizzato stamani un altro record (anche se ormai non fa più notizia dal momento che accadde tutti i giorni), giungendo addirittura all'astronomica cifra di 108.50 dollari al barile. Le possibili conseguenze a tutto ciò sono ovviamente tutte terribili e nefaste, si va dall'obbligo di usare la bicicletta, all'uso forzato dei pannelli solari (i quali, secondo recenti scoperte, provocherebbero danni irreversibili al soppraciglio destro), ad un'aria pulita e respirabile (questo punto è particolarmente caro ai cittadini milanesi, i quali hanno dichiarato di sentire lo smog oramai come un amico, quasi un compagno di vita).
Oggi lancio la proposta SALVIAMO IL PETROLIO!
Alcuni anarchici ambientalisti da anni cercano di convincerci che il petrolio fa male, ma non è così! Questi boicottatori malvagi e senza scrupoli vorrebbero trasformare tutto il mondo in una distesa verde, con aria pulita e cibo sano. Brr...rabbrividisco al solo pensiero.. Dobbiamo ribellarci! Firma anche tu per la campagna SALVIAMO IL PETROLIO!




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