sabato 5 luglio 2008

Cento professori contro un idiota


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Riportiamo l’appello in difesa della Costituzione, sottoscritto da cento professori ordinari di diritto costituzionale e discipline equivalenti, con riferimento al c.d. “lodo Alfano” e al decreto “blocca processi”.
Fra i firmatari dell’appello anche tre ex Presidenti della Corte Costituzionale.

 

 "I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, vivamente preoccupati per le recenti iniziative legislative intese:


1) a bloccare per un anno i procedimenti penali in corso per fatti commessi prima del 30 giugno 2002, con esclusione dei reati puniti con la pena della reclusione superiore a dieci anni;

2) a reintrodurre nel nostro ordinamento l’immunità temporanea per reati comuni commessi dal Presidente della Repubblica, dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Presidenti di Camera e Senato anche prima dell’assunzione della carica, già prevista dall’art. 1 comma 2 della legge n. 140 del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 24 del 2004,

premesso che l’art. 1, comma 2 della Costituzione, nell’affermare che “La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, esclude che il popolo possa, col suo voto, rendere giudiziariamente immuni i titolari di cariche elettive e che questi, per il solo fatto di ricoprire cariche istituzionali, siano esentati dal doveroso rispetto della Carta costituzionale,

rilevano, con riferimento alla legge di conversione del decreto legge n. 92 del 2008, che gli artt. 2 bis e 2 ter introdotti con emendamento a tale decreto, sollevano insuperabili perplessità di legittimità costituzionale perché:

a) essendo del tutto estranei alla logica del cosiddetto decreto-sicurezza, difettano dei requisiti di straordinaria necessità ed urgenza richiesti dall’art. 77, comma 2 Cost. (Corte cost., sentenze n. 171 del 2007 e n. 128 del 2008);

b) violano il principio della ragionevole durata dei processi (art. 111, comma 1 Cost., art. 6 Convenzione europea dei diritti dell’uomo);

c) pregiudicano l’obbligatorietà dell’azione penale (art. 112 Cost.), in conseguenza della quale il legislatore non ha il potere di sospendere il corso dei processi, ma solo, e tutt’al più, di prevedere criteri - flessibili - cui gli uffici giudiziari debbano ispirarsi nella formazione dei ruoli d’udienza;

d) la data del 30 giugno 2002 non presenta alcuna giustificazione obiettiva e razionale;

e) non sussiste alcuna ragionevole giustificazione per una così generalizzata sospensione che, alla sua scadenza, produrrebbe ulteriori devastanti effetti di disfunzione della giustizia venendosi a sommare il carico dei processi sospesi a quello dei processi nel frattempo sopravvenuti; rilevano, con riferimento al cosiddetto lodo Alfano, che la sospensione temporanea ivi prevista, concernendo genericamente i reati comuni commessi dai titolari delle sopra indicate quattro alte cariche, viola, oltre alla ragionevole durata dei processi e all’obbligatorietà dell’azione penale, anche e soprattutto l’art. 3, comma 1 Cost., secondo il quale tutti i cittadini “sono eguali davanti alla legge”.

Osservano, a tal proposito, che le vigenti deroghe a tale principio in favore di titolari di cariche istituzionali, tutte previste da norme di rango costituzionale o fondate su precisi obblighi costituzionali, riguardano sempre ed esclusivamente atti o fatti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni.

Per contro, nel cosiddetto lodo Alfano la titolarità della carica istituzionale viene assunta non già come fondamento e limite dell’immunità “funzionale”, bensì come mero pretesto per sospendere l’ordinario corso della giustizia con riferimento a reati “comuni”.

Per ciò che attiene all’analogo art. 1, comma 2 della legge n. 140 del 2003, i sottoscritti rilevano che, nel dichiararne l’incostituzionalità con la citata sentenza n. 24 del 2004, la Corte costituzionale si limitò a constatare che la previsione legislativa in questione difettava di tanti requisiti e condizioni (tra cui la doverosa indicazione del presupposto - e cioè dei reati a cui l’immunità andrebbe applicata - e l’altrettanto doveroso pari trattamento dei ministri e dei parlamentari nell’ipotesi dell’immunità, rispettivamente, del Premier e dei Presidenti delle due Camere), tali da renderla inevitabilmente contrastante con i principi dello Stato di diritto.

Ma ciò la Corte fece senza con ciò pregiudicare la questione di fondo, qui sottolineata, della necessità che qualsiasi forma di prerogativa comportante deroghe al principio di eguale sottoposizione di tutti alla giurisdizione penale debba essere introdotta necessariamente ed esclusivamente con una legge costituzionale.

Infine, date le inesatte notizie diffuse al riguardo, i sottoscritti ritengono opportuno ricordare che l’immunità temporanea per reati comuni è prevista solo nelle Costituzioni greca, portoghese, israeliana e francese con riferimento però al solo Presidente della Repubblica, mentre analoga immunità non è prevista per il Presidente del Consiglio e per i Ministri in alcun ordinamento di democrazia parlamentare analogo al nostro, tanto meno nell’ordinamento spagnolo più volte evocato, ma sempre inesattamente.


Alessandro Pace
Valerio Onida
Leopoldo Elia
Gustavo Zagrebelsky
Enzo Cheli
Gianni Ferrara
Alessandro Pizzorusso
Sergio Bartole
Michele Scudiero
Federico Sorrentino
Franco Bassanini
Franco Modugno
Lorenza Carlassare
Umberto Allegretti
Adele Anzon Demmig
Michela Manetti
Roberto Romboli
Stefano Sicardi
Lorenzo Chieffi
Giuseppe Morbidelli
Cesare Pinelli
Gaetano Azzariti
Mario Dogliani
Enzo Balboni
Alfonso Di Giovine
Mauro Volpi
Stefano Maria Cicconetti
Antonio Ruggeri
Augusto Cerri
Francesco Bilancia
Antonio D’Andrea
Andrea Giorgis
Marco Ruotolo
Andrea Pugiotto
Giuditta Brunelli
Pasquale Costanzo
Alessandro Torre
Silvio Gambino
Marina Calamo Specchia
Ernesto Bettinelli
Gladio Gemma
Roberto Pinardi
Giovanni Di Cosimo
Maria Cristina Grisolia
Antonino Spadaro
Gianmario Demuro
Enrico Grosso
Anna Marzanati
Paolo Carrozza
Giovanni Cocco
Massimo Carli
Renato Balduzzi
Paolo Carnevale
Elisabetta Palici di Suni
Maurizio Pedrazza Gorlero
Guerino D’Ignazio
Vittorio Angiolini
Roberto Toniatti
Alfonso Celotto
Antonio Zorzi Giustiniani
Roberto Borrello
Tania Groppi
Marcello Cecchetti
Antonio Saitta
Marco Olivetti
Carmela Salazar
Elena Malfatti
Ferdinando Pinto
Massimo Siclari
Francesco Rigano
Francesco Rimoli
Mario Fiorillo
Aldo Bardusco
Eduardo Gianfrancesco
Maria Agostina Cabiddu
Gian Candido De Martin
Nicoletta Marzona
Carlo Colapietro
Vincenzo Atripaldi
Margherita Raveraira
Massimo Villone
Riccardo Guastini
Emanuele Rossi
Sergio Lariccia
Angela Musumeci
Giuseppe Volpe
Omar Chessa
Barbara Pezzini
Pietro Ciarlo
Sandro Staiano
Jörg Luther
Agatino Cariola
Nicola Occhiocupo
Carlo Casanato
Maria Paola Viviani Schlein
Carmine Pepe
Filippo Donati
Stefano Merlini
Paolo Caretti
Giovanni Tarli Barbieri
Vincenzo Cocozza
Annamaria Poggi."

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