domenica 3 agosto 2008

Il fumo negli occhi


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Posto un bell'articolo di Famiglia Cristiana. Si, anche io mi sono sorpreso che Famiglia Cristiana potesse scrivere begli articoli.

Ci sono i poveri (sempre più numerosi) e i "mezzi poveri" (quelli che coltivano pomodori sui balconi di casa). Eppure, per entrambi, non c’è allarme generale, né "emergenza nazionale". Non portano voti, non sono "di moda", come la giustizia, la sicurezza e l’inutile "lodo Alfano", approvato a razzo, in un solo giorno, dal Senato. Poi s’è discettato sull’inno di Mameli, dopo il dito medio di Bossi alzato al cielo della Padania, tra i rimproveri (apprezzati) di Fini e le spallucce (deprecabili) di Berlusconi.
Ma in cento giorni, nessuno (neanche l’opposizione) ha dato un forte segnale contro povertà e recessione. Se le famiglie non ce la fanno più, che si arrangino! Nella Finanziaria, approvata con la fiducia (ma ci sono dubbi sulla fedeltà della maggioranza?), non c’è uno straccio di provvedimento a favore di salari e pensioni. Intanto, il divario del reddito familiare tra Nord e Sud è pari a 10 mila euro.
La politica, sempre più miope e lontana dai bisogni della gente, è solerte solo nei tagli e nei sacrifici da imporre alla gente, senza dare l’esempio. Anzi. Al Senato, nonostante i gruppi parlamentari dimezzati (da 11 a 6), si spende ancor di più. Il limite invalicabile dell’inflazione programmata vale solo per i comuni cittadini, non per gli "spendaccioni" senatori.
 

In un’Italia in piena crisi (il 40 per cento degli italiani non fa nemmeno una settimana di vacanza all’anno), anche un gesto di sobrietà sarebbe apprezzabile. E invece, il Palazzo abdica alla moralità, abbandonando a sé stesse milioni di famiglie. Bastano propaganda politica (ma la campagna elettorale non è finita da mesi?) e fumo negli occhi, a distrarre gli italiani dall’assenza di una vera idea per risollevare il Paese. Tanto c’è l’alibi dell’aumento del petrolio o il pericolo di rom e immigrati: e via allora con i "fuochi d’artificio" a illudere l’opinione pubblica.
Di emergenza in emergenza, oggi tocca agli immigrati (e domani?): problema vero, ma non siamo all’invasione. I provvedimenti straordinari (quanto disumani) hanno suscitato pure lo stupore del Quirinale. Se sono loro il problema nazionale, perché nelle scoppiettanti conferenze stampa del presidente del Consiglio non se ne fa cenno?

A quando un Paese normale, maturo e responsabile, che affronti i veri problemi, rinunciando agli allarmi propagandistici per soli calcoli elettorali? Almeno, risparmiamo agli italiani l’ipocrisia della retorica: che «tutto è fatto per ragioni umanitarie e per il loro bene». Ma da quand’è che è scoppiato l’amore dei politici per rom e immigrati?
Così, in Italia la forbice tra ricchi e poveri è sempre più larga, i prezzi raddoppiano e gli stipendi sono al palo. Il "federalismo fiscale" (cui si sacrificano fette di democrazia) «rischia di mettere in ginocchio il Sud», come dice il ministro Fitto. Ma è il prezzo da pagare per i perversi scambi di favori tra partiti di Governo.
E l’opposizione? Nessuna idea seria per economia e riforme, solo contorcimenti su che cosa fare da grandi. Intanto, per non smentire il tipico masochismo della sinistra, si logorano in battaglie interne tra Veltroni e D’Alema (ma, scusate, non s’erano già fatte le primarie?).
L’inerzia politica ci preannuncia un autunno caldo.

1 solo, povero e solitario commento...


Andrew ( 4 agosto 2008 02:44 )

davvero un bell'articolo! anche io credevo che famiglia cristiana non pubblicasse articoli interessanti, invece stavolta devo ricredermi.

Ciao Manu, passa a trovarci


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