venerdì 20 giugno 2008

Il potere dei media


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Continua il mio viaggio all'interno del vasto mondo dei mass-media, della cultura di massa e della propaganda. Come un novello Dante accompagnato da Virgilio, il mio viaggio è accompagnato da un'altrettanto autorevole guida: Noam Chomsky. Dopo aver parlato del "Modello di propaganda" (La fabbrica del consenso), la teoria elaborata da Chomsky ed Herman riguardo alla distorsione della realtà compiuta dai mass media, vi propongo oggi un brano tratto da un altro capolavoro intitolato: "Il potere dei media".

"Prima parlavo dello scopo dei media e delle élite opportunamente indottrinate. Ma che dire della maggioranza ignorante e intrigante? Essa deve in qualche modo essere distratta. Le si possono propinare semplificazioni e illusioni emotivamente potenti, cosicché sia capace di scimmiottare la linea di partito. La linea principale è comunque quella di tenerla fuori. Le si lasci fare cose prive di importanza, la si lasci urlare per una squadra di calcio o divertirsi con una soap opera. Ciò che si deve fare è creare un sistema adatto nel quale ciascun individuo rimanga incollato al tubo catodico. E' un noto principio delle culture totalitarie quello di voler isolare gli individui: se ne discute dal secolo XVIII. Per la cultura totalitaria è estremamente importante separare tra loro le persone.

Quando la maggioranza "ignorante e deficiente" sta insieme può capitare che si faccia venire strane idee.
Se invece si tengono gli individui isolati, non è interessante se pensano e quello che pensano. Dunque bisogna tenere la gente isolata, e nella nostra societa ciò significa incollarla alla televisione. Una strategia perfetta. Sei completamente passivo e presti attenzione a cose completamente insignificanti, che non hanno alcuna incidenza.

Sei obbediente. Sei un consumatore. Compri spazzatura della quale non hai alcun bisogno. Compri un paio di scarpe da tennis da 200 dollari, perché le usa Magic Johnson. E non rompi le scatole a nessuno.
Se vuoi uccidere quel bambino che sta vicino a casa tua, fallo pure, questo non ci preoccupa. Ma non cercare di depredare i ricchi. Uccidetevi fra voi, nel vostro ghetto. Questo è il trucco. Questo è ciò che i media hanno il compito di fare. Se si esaminano i programmi trasmessi dalla televisione si vedrà che non ha molto senso interrogarsi sulla loro veridicità. E infatti nessuno si interroga su questo. L'industria delle pubbliche relazioni non spende miliardi di dollari all'anno per gioco. L'industria delle pubbliche relazioni è un invenzione americana che è stata creata all'inizio di questo secolo con lo scopo, dicono gli esperti, "di controllare la mente della gente, che altrimenti rappresenterebbe il pericolo piu forte nel quale potrebbero incorrere le grandi multinazionali".
Questi sono i metodi per attuare questo genere di controllo.

...

I "metodi scientifici di gestione" furono messi a punto - sempre in quegli anni (1930) - anche per interrompere gli scioperi. Si comprese che i media dovevano essere saturati con una serie di convizioni appropriate: questo sistema fu applicato a Johnstown, in Pennsylvania, durante lo sciopero dei metalmeccanici del 1936-37. L'operazione riuscì. Da allora questo metodo prese il nome di "formula di Mohawk Valley" (dove si trovava Johnstown). L'idea fu quella di inserirsi nei gruppi di scioperanti, di saturarli di propaganda attraverso i media - e le chiese - in modo tale che alla fine ognuno di loro avesse chiara in mente l'esistenza di due gruppi contrapposti: noi e loro. "Noi" erano i lavoratori che continuavano a lavorare e le loro mogli che si curavano della casa. Le schiave che per venti ore al giorno aiutavano i lavoratori. Gli "altri" erano i cani sciolti, i diversi, gli anarchici, gli elementi di disturbo, i leader sindacali, coloro cioè che cercavano di rompere l'armonia e la pace della comunità. Dobbiamo proteggerci, dicevano i "Noi", dobbiamo proteggerci dagli estremisti che cercano di disturbare la nostra armonia. Questa strategia ebbe grande successo. E questa è l'immagine dello sciopero che ancora viene propagandata e che la maggioranza condivide: rottura dell'armonia. Si guardino le immagini che delle lotte dei lavoratori danno i media, le soap opera, i film."

Tratto da: Noam Chomsky, Il potere dei Media

Ci sono addirittura 4 commenti!!


Andrew ( 23 giugno 2008 15:20 )

Questo post fa per me visto che studio scienze della comunicazione
I media hanno un forte potere sulla società, confermo!

migro ( 2 settembre 2008 18:22 )

anch'io confermo l'esistenza di questo potere ma mi chiedo... ma i media sono tutti uguali? la dinamicità di internet è paragonabile alla passività della tv?

Manu (2 settembre 2008 18:33 )
@ migro

Credo di no, internet crea un doppio filo di comunicazione; il lettore è anche elettore: può votare un articolo, commentarlo, vagliare più fonti contemporaneamente. L'informazione non è più ad una sola direzione, ma è attiva, partecipe.

Credo sia per questo che le dittature censurino internet (vedi cina) e i governi siano molto impauriti della potenza della rete.
Anonimo ( 22 febbraio 2009 01:27 )

I media hanno un grande potere sulla nostra società e nel caso dei media tradizinali questo potere è sotto il controllo di pochi individui. Di fatto una dittatura mediatica. Internet si potrebbe dire che data la sua natura è invece una sorta di anarchia mediatica un luogo dove c'è tutto ed il contrario di tutto. A differenza della tv e dei giornali internet ci costringe a selezionare le informazioni e giunere ad opinioni proprie. Questo in contrapposizione ai media tradizionali dove ci vengono sparate in testa delle opinoni preconfezionate, presentate come indiscutibili, a volte conformi e finalizzate, è a mio parere un bene.


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