martedì 8 aprile 2008

La democrazia ha fallito


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Democrazia - ManuBlog
La democrazia dovrebbe essere, nella sua concezione più alta, la dittatura della maggioranza.
Nel corso della sua evoluzione sociale, il compromesso adottato dall'uomo per garantire la sua sopravvivenza, è stato quello di privilegiare gli interessi di una maggioranza di individui a scapito di una minoranza. Questo sistema, se concettualmente equilibrato e garantista, non è mai stato realmente adempiuto.

Nell'Antica Grecia, che i più ritengono essere la madre della democrazia, non vi è mai stato niente di lontanamente simile: le decisioni venivano prese da una ristretta elitè; il voto era permesso solo ai ceti più ricchi e negato agli schiavi e alle donne, che rappresentavano la stragrande maggioranza della popolazione. Già le città-stato greche, dunque, si configuravano come delle oligarchie: la maggioranza doveva subire le decisioni, prese da un ristretto numero di persone, senza avere un ruolo attivo nel processo decisionale.
Già Aristotele vedeva nel principio democratico la legittimazione di un governo di parte, veicolo di interessi elitari.

In epoca illuminista, Jean-Jacques Rosseau, sostenne che solo in un governo repubblicano, adottato in uno Stato dalle piccole dimensioni dove fosse possibile la gestione diretta del potere da parte del popolo, era compatibile con i valori democratici. A suo parere solo in un contesto simile avrebbe potuto prender corpo quella volontà generale, infallibile e indivisibile, attraverso la quale il popolo sarebbe stato in grado di esercitare il potere di fare le leggi, assicurando la partecipazione al processo a tutti i cittadini.
La democrazia, infatti, ha un enorme, invalicabile, insormontabile limite: non è diretta.

La democrazia è sempre stata l'espressione delle classi dominanti, dei ceti più ricchi, delle lobbies di potere. William Penn disse "Lasciate che la gente creda di governare, e sarà governata."
Nel corso della storia il popolo non ha mai scelto chi comandasse per loro (espressione già di per sè non felice), ma chi comandasse loro. I politici eletti non rappresentano nessuno, sono solo dei burattini in mano alle lobbies economiche, che hanno un potere pressochè assoluto delle banche, dell'economia, dei media. Non serve controllare la politica per controllare un paese, basta controllare l'economia e l'informazione. Noi scegliamo il burattino che più ci piace, e loro muovono i fili.

Questa non è democrazia. Non è niente.
Questa elitè,
attraverso la manipolazione dei bisogni e il controllo dell’informazione, impone gli interessi di una minoranza potente alla maggioranza dei cittadini. Ci sono moltissimi esempi: i gruppi petroliferi, bancarie ed editoriali costituiscono un tutt'uno; spesso hanno manager e CDA in comune, perseguono gli stessi interessi. Questa potentissima mano tiene in pugno la politica di uno Stato: come diceva Ezra Pound: "I politici sono i camerieri dei banchieri"; sono loro che governano. I politici hanno bisogno dei loro capitali, che essi "generosamente" concedono in cambio dell'assoluta fedeltà.

Per carità.. non voglio arrivare a patetiche tesi complottiste o "stegogratiche".
Ma un'analisi profonda del sistema, permette di comprendere l'assoluta inesistenza di concetti quali l'uguaglianza, la libertà, la giustizia.

Le leggi, base della società, la linea di confine che distingue ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, vengono fatte dai burattini dei banchieri. Sono loro a decidere cosa si può fare e cosa no, a seconda dei loro interessi.
La libertà non esiste. L'informazione è il prerequisito della libertà, perchè solo la conoscenza rende liberi. Chi ha a disposizione molte strade può scegliere, chi ha solo una strada è costretto a percorrerla; è la conoscenza che ti permette di crearti o trovare vie alternative.
Chi controlla l'informazione cerca di creare un pensiero unico, perchè è molto più semplice da controllare ed indirizzare a proprio piacimento. Lo sapeva bene Licio Gelli, Maestro Venerabile della loggia massonica P2: "Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media".
L'uguaglianza è pressoche una montatura: far credere che il tuo voto sia uguale a quello di Montezemolo è fumo negli occhi, oppio dato ai popoli (ringrazio Karl per la citazione), un pro-forma farmaceutico. Certo: il mio voto è uguale a quello di Montezemolo, di Agnelli, di Geronzi, ma solo numericamente! Poi sono loro che stringono accordi, sono loro che cenano insieme, sono loro che discutono del mio destino. Hanno rapporti con il potere politico perchè rappresentano il potere economico; sempre Ezra Pound diceva: "Chi non si intende di economia, non capisce affatto la storia.". Bisogna vedere chi detiene il potere economico per capire chi ha quello politico.

Forse aveva ragione Churchill: "La democrazia non è la miglior forma di governo. E' il massimo che abbiamo saputo trovare..." (e adesso la finisco con le citazioni :-)

1 solo, povero e solitario commento...


Anonimo ( 10 aprile 2008 18:21 )

Ehm... questo post lo sto vivisezionando, c'è scritto tutto quello che mi piace di meno della politica. :-)

LF
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